Testimonianza di Ilaria e Serena.
Se mi chiedessero quale ricordo custodisco piรน gelosamente del Milano Pride di questโanno, parlerei delle persone.
Anche questโanno come Gruppo del Guado e Giovani del Guado abbiamo voluto essere presenti in Pride Square e abbiamo voluto moderare un incontro pubblico (Voci dal margine: Maria Maddalena al Pride) con la teologa e biblista Marinella Perroni.
In piazza cโera il nostro gazebo, con quello striscione semplicissimo: โDio ti ama cosรฌ come sei.โ Potrebbe sembrare una frase scontata. Ma non lo รจ affatto quando viene pronunciata in un luogo dove tante persone, proprio a causa della loro fede o del loro orientamento affettivo, hanno conosciuto il rifiuto prima ancora dellโaccoglienza.
Dallo stand sono passate tante persone incuriosite. Ma ciรฒ che rendeva speciale quel luogo eravamo soprattutto noi. Gli amici, le amiche, le risate, la fatica condivisa, il caldo insopportabile di una Milano di fine giugno che sembrava non dare tregua. Cโera una gioia semplice, concreta, quasi familiare. Una felicitร che nasce quando si costruisce qualcosa insieme.
A un certo punto, mi sono resa conto che non stavamo semplicemente organizzando un evento. Stavamo testimoniando qualcosa.
Per una persona cristiana, in fondo, testimoniare รจ questo: raccontare un incontro che gli ha cambiato la vita. Non fare proselitismo, non convincere qualcuno, ma condividere un dono.
Perchรฉ non farlo anche in una piazza del Pride? Se lโamore รจ davvero amore, coinvolge. Trasforma. Porta frutto. Sempre.
Ecco perchรฉ essere presenti aveva un significato cosรฌ profondo. Non per occupare uno spazio, ma per abitare una relazione. Per dire che il Vangelo puรฒ essere annunciato anche lรฌ, senza paura, con delicatezza e rispetto, attraverso la forza disarmante dellโincontro.
Mi ha colpito anche vedere passare dal nostro stand sacerdoti, religiose, consacrate, persone credenti che hanno scelto di esserci e che ci accompagnano da sempre! Siamo infatti custoditi dalle loro preghiere!
Pensandoci bene, perรฒ, รจ proprio cosรฌ: a Milano sta nascendo qualcosa. Un clima diverso. Una rete di persone che non rinunciano nรฉ alla propria fede nรฉ alla convinzione che ogni essere umano meriti di essere accolto, ascoltato e amato.
Oltre a questo, perรฒ, cosa ha significato per me salire sul palco della Pride Square e intervistare Marinella Perroni sulla figura di Maria di Magdala, sul ruolo delle donne nel racconto evangelico e sulla loro successiva marginalizzazione?
Ha significato, prima di tutto, decidere di โmetterci la facciaโ, espormi pubblicamente in modo inedito, fare un poโ di attivismo. Ricordo ancora quando, alcuni anni fa, mi accostavo agli incontri, per ascoltare da lontano quello che veniva detto, con la scusa pronta del โpassavo di qui per casoโ, se mai avessi incontrato qualche conoscente. Sembra โ per fortuna โ passato un secolo.
Non รจ stato difficile accettare questo piccolo incarico, prendersi quella mezzโora per dialogare con Marinella. Non รจ stato difficile perchรฉ nel frattempo ho fatto un sacco di strada, dentro me stessa e grazie allโamicizia vissuta dentro Guado e Giovani del Guado. Oggi mi sento piรน libera, piรน sicura, piรน felice. E allora anche metterci la faccia diventa entusiasmante.
Lโaltro motivo per cui non รจ stato difficile รจ che Marinella Perroni รจ sรฌ un pozzo di scienza, ma รจ anche verace, appassionata e comunicativa, una persona alla mano che ti fa venir voglia di porre domande e di lasciarti portare a spasso lungo la storia, per vedere come il messaggio evangelico รจ stato recepito e tradotto โ talvolta, forse, anche tradito โ fin dai primi secoli.
Aggiungo che anche dedicare uno spazio del Pride allโapprofondimento di temi religiosi e/o spirituali (specialmente di matrice cristiana) รจ una piccola rivoluzione, una pratica concreta di intersezionalitร , una riappropriazione di quel sacro da cui troppo spesso, e da troppo tempo, le persone LGBT+ tendono ad essere escluse e su cui invece, dal margine, hanno molto da dire e da trasmettere.
Dopo lโintervista, di sicuro mi รจ rimasta una gran voglia di andare piรน in profonditร di quanto fosse possibile fare in mezzโora sotto il sole di giugno e mi sono ritrovata ad ascoltare i suoi ricordi dellโincontro con il cardinale Martini, le sue fatiche nel dialogo con i vescovi e lโinizio del coordinamento delle teologhe italiane, il percorso che lโha resa una delle voci piรน autorevoli della teologia femminista italiana. E poi gli aneddoti su Michela Murgia, raccontati con un affetto e una commozione particolarmente toccanti.
Ma piรน ancora delle storie, mi ha colpito la persona.
In Marinella ho visto una donna che ha dedicato la vita alla Chiesa proprio perchรฉ le voleva bene. Non una critica esterna, non qualcuno che osserva da lontano, ma una cristiana che ha scelto di restare dentro, anche quando era piรน difficile, offrendo una voce diversa, capace di interrogare. Credo che abbia contribuito a cambiare la Chiesa semplicemente facendo spazio a una parola che per troppo tempo era rimasta ai margini. Ed รจ cresciuto il desiderio di scandagliare tutti i legami tra la teologia e la nostra esistenza quotidiana, nella convinzione che รจ questo legame che la puรฒ rendere interessante anche nel mondo contemporaneo, per la sua capacitร di parlare al cuore e di emancipare il pensiero. Perchรฉ, credenti o non credenti, abbiamo fame e sete di percorsi di vera liberazione, che diano accesso a quella โvita in abbondanzaโ che ci รจ stata promessa.
E forse รจ proprio questo il motivo per cui parlare di Maria Maddalena al Pride aveva cosรฌ tanto senso.
Perchรฉ Maria Maddalena รจ la testimone della risurrezione. ร una donna la cui autorevolezza รจ stata lentamente oscurata dalla storia, fino a essere trasformata in qualcosa che i Vangeli non raccontano. Restituirle la sua voce significa anche domandarci chi continuiamo a non ascoltare oggi.
E quale luogo migliore di una piazza del Pride per porsi queste domande? Forse รจ presuntuoso dirlo. Ma io, quel giorno, ho avuto davvero lโimpressione che lo Spirito soffiasse lรฌ.
Tra gli ombrelloni della Pride Square, nelle domande del pubblico, nelle parole di Marinella, nelle chiacchiere tra amiche, negli abbracci, nelle lamentele per il caldo.
Eravamo semplicemente persone innamorate. E abbiamo provato, nel modo piรน semplice possibile, a testimoniarlo.






